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Come Ridurre i Rifiuti Marini? L’UE Cerca Soluzioni Con Una Consultazione Pubblica

Nov. 19/13
greenreport.it

I mari e gli oceani stanno progressivamente diventando la discarica del pianeta e i frammenti, rifiuti di plastica rappresentano l’80 % degli immensi vortici di rifiuti che galleggiano nell’Atlantico e nel Pacifico, provocando la morte e l’avvelenamento di numerose specie marine. Per questo la Commissione europea ha deciso s di raccogliere pareri ed osservazioni sulla migliore maniera di lottare contro questo problema, attraverso una consultazione che si chiuderà il 18 dicembre.

Circa 10 milioni di tonnellate di rifiuti finiscono ogni anno nei mari e negli oceani del Pianeta

Alla conferenza Rio+20 sullo sviluppo sostenibile è stato preso l’impegno di prendere entro il 2015 iniziative per «Ridurre significativamente il volume dei rifiuti marini e prevenire così i danni all’ambiente costiero e marino» a livello mondiale.

In una nota oggi la Commissione spiega che «Circa 10 milioni di tonnellate di rifiuti finiscono ogni anno nei mari e negli oceani del Pianeta. Il termine “rifiuti marini” copre una gamma di materiali che sono stati deliberatamente gettati, o accidentalmente perduti  sul litorale o in mare ed includono anche i materiali che provengono da terra, dai fiumi, dai sistemi di smaltimento ed igienici o che sono portati dal vento Si tratta spesso di materiali solidi prodotti e trasformati persistenti, quali la plastica, il vetro e il metallo».

La Commissione vuole fissare per i rifiuti marini un obiettivo di riduzione quantitativo prioritario a livello Ue, come prevede il settimo programma di azione per l’ambiente adottato di recente. La consultazione pubblica punta  a raccogliere contributi da parte dell’opinione pubblica e delle parti interessate: «La vostra opinione aiuterà a determinare il carattere più o meno ambizioso che bisogna dare a questo obiettivo – si legge in una nota Ue – Il questionario contiene una serie di azioni che potrebbero essere intraprese dai consumatori, dai dettaglianti, dall’industria della plastica, dal settore dei trasporti marittimi e della pesca, dalle Ong, dalle autorità locali e nazionali e dai  responsabili politici dell’Unione al fine di diminuire il volume e l’impatto dei rifiuti marini. Queste opzioni puntano soprattutto ad evitare l’utilizzo dei sacchetti e delle bottiglie in plastica usa e getta, a sensibilizzare, a ripulire ed a fissare degli obiettivi di riduzione ai livelli nazionali o locali».

Sulla base dei risultati della consultazione ed al riesame in corso della direttiva quadro Ue sui rifiuti, della direttiva imballaggi e di quella sulle discariche, la Commissione si propone di definire un primo grande obiettivo di riduzione dei rifiuti marini e spiega che «Questo obiettivo potrebbe essere integrato in una più ampia comunicazione sui rifiuti che sarà adottata nel 2014».

La consultazione pubblica esaminerà anche nuove misure in grado di contribuire in futuro ad una riduzione supplementare e sostanziale dei rifiuti marini.

Per partecipare alla consultazione Ue:

http://ec.europa.eu/environment/consultations/marine_litter_en.htm