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La Nuova Mappa Interattiva è la Prima che Permette di Visualizzare i Rifiuti Marini

Apr. 22/14

I subacquei di tutto il mondo rimuovono i rifiuti che trovano sott’acqua e ne riportano i dati.

La mappa, che visualizza gli oltre 400.000 tipi di rifiuti riportati sin ora, sottolinea il perché siano assolutamente indispensabili iniziative per ridurne la quantità.

Ania Budziak - Associate Director of Science and Policy della Project AWARE

La mappa interattiva lanciata questa settimana dalla Project AWARE - organizzazione mondiale senza fini di lucro - visualizza i rapporti ricevuti in quasi tre anni dalla rete internazionale di Volontari subacquei che, nell’ambito del programma Dive Against Debris, asportano i rifiuti rinvenuti sott’acqua.

Il Dive Against Debris consente a subacquei di tutto il mondo di rimuovere i rifiuti che trovano sui fondali, riportandone al contempo quantità e tipo: detta piattaforma di rilevamenti - basata sul web - permette loro di inviare dati ed immagini direttamente online. Ora, queste informazioni possono essere visualizzate grazie alla nuova mappa interattiva Dive Against Debris, facendo così luce sul crescente problema della spazzatura finita in mare, altrimenti quasi sconosciuto alla grande maggioranza delle persone.

Ania Budziak - Associate Director of Science and Policy della Project AWARE – afferma: “Grazie a queste informazioni, sostenuti da persone sul campo e lavorando tutti insieme, possiamo guidare il cambiamento, tanto indispensabile per i mari, su due percorsi diversi: sia sopra che sott’acqua. “Insieme, possiamo cambiare ciò che produciamo e consumiamo, così come il modo in cui ci sbarazziamo dei rifiuti. Ma, soprattutto, possiamo influire sulle politiche necessarie a migliorare la gestione locale, nazionale ed internazionale della spazzatura.”

I nostri rifiuti non appartengono all’ambiente: eppure, ogni anno, ne finiscono in mare milioni di tonnellate. A tutt’oggi, la maggior parte di quelli riportati dai subacquei della Project AWARE – quasi il 70% - è costituita da materiali in plastica: tra questi troviamo quelli “usa e getta” che utilizziamo quotidianamente quali bottiglie e sacchetti, che gli animali scambiano per cibo, ma anche lenze da pesca e reti, nella quali le forme di vita marina restano impigliate con conseguenze devastanti. La mappa, che visualizza gli oltre 400.000 tipi di rifiuti riportati sin ora, sottolinea il perché siano assolutamente indispensabili iniziative per ridurne la quantità.

La nuova mappa Dive Against Debris della Project AWARE rappresenta la prima opportunità per visualizzare immediatamente tutti i dati raccolti, per località e su scala mondiale: l’organizzazione confida di utilizzare queste informazioni per dar vita a iniziative volte alla prevenzione del “problema rifiuti”, riducendo così la quantità di spazzatura che finisce in mare e, in fin dei conti, per proteggere la natura.

Budziak aggiunge: “Come subacquei, possiamo sfruttare le nostre capacità e le nostre conoscenze, decisamente specifiche, per raccogliere dati e mostrare così il devastante impatto che i rifiuti hanno su ciò che vive sott’acqua; i Volontari della Project AWARE che rimuovono i rifiuti subacquei e ne riportano i dati fanno parte di una comunità - davvero unica - che contribuisce a ripulire i mari, a riportarli in salute e, soprattutto, a ispirare tutti quanti a fare – quotidianamente – scelte ecocompatibili con e per il mare.”

Per vedere ciò che i subacquei stanno trovando sott’acqua, e coinvolgervi nel programma, andate alla mappa che trovate a projectaware.org/DiveAgainstDebrisMap.

Note:

Il programma Dive Against Debris della Project AWARE, lanciato nel 2011, consiste in un’indagine mondiale sui rifiuti che troviamo sui fondali dei nostri mari. Realizzato da subacquei per altri subacquei, il Dive Against Debris trasforma una “semplice pulizia subacquea” in un’indagine sui rifiuti marini che contribuisce a raggiungere cambiamenti concreti: dalle politiche per migliorare la gestione della spazzatura attraverso modifiche alle infrastrutture - in modo da impedire che la spazzatura possa finire in mare, sino a cambiamenti nei nostri comportamenti – in modo si possa “consumare” più saggiamente ed eliminare i rifiuti con più attenzione. Un manuale didattico, una data card, la “marine debris ID guide” ed altri strumenti di supporto aiutano i subacquei a riportare i tipi e le quantità di spazzatura che trovano e rimuovono dai fondali. I Volontari suddividono i rifiuti in base al materiale che li costituisce - plastica, vetro/ceramica, metallo, gomma, legno, tessuto, carta/cartone, materiale misto – e, riportandone i dati online, ne permettono la visualizzazione grazie alla nuova mappa interattiva.