L’Unione Europea Colma le Lacune del Bando dello “Shark Finning”

Jun. 13/13

Oggi, in Consiglio dei Ministri EU ha formalmente adottato un più restrittivo Bando EU dello “shark finning, la rovinosa pratica di tagliare le pinne agli squali – per poi rigettarne i corpi in mare.           

Dobbiamo la maggior parte del nostro successo alle decine di migliaia di subacquei - di tutta Europa, ma anche di altre Nazioni – che hanno espresso la loro preoccupazione per gli squali

Suzanne Pleydell

La necessità di rafforzare il Bando EU del Finning del 2003 è stata oggetto di dibattiti per molti anni: nel novembre 2011, la Commissione Europea deliberò una proposta richiedendo che tutti gli squali scaricati nei porti avessero ancora tutte le pinne al loro posto e, nel novembre 2012, il Parlamento Europeo ne ha votato l’accoglimento con 566 voti a favore e 47 contrari. Oggi, il Consiglio dei Ministri ha accettato in testo concordato dal Parlamento, confermando la posizione che i Ministeri della Pesca adottarono nel marzo 2012, con ciò concludendo il procedimento di promulgazione del nuovo regolamento EU.     

La Project AWARE, già unita alla Shark Alliance - coalizione di oltre 130 organizzazioni che si dedicano alla tutela degli squali su basi scientifiche, nel 2006 divenne Membro dello Steering Group, con l’obiettivo di ottenere un Piano d’Azione EU per un forte e più restrittivo bando dello shark finning. Voi avete sostenuto il nostro lavoro, e siete entrati in azione con noi, dimostrando - a chi prende le decisioni - che i subacquei sono piuttosto decisi sulla questione squali.

Oggi, desideriamo congratularci con i Ministeri della Pesca, col Parlamento Europeo e con la Commissione Europea per aver raggiunto un accordo che – finalmente – colma tutte le lacune del Bando EU del finning, ma vogliamo ringraziare anche i vari gruppi e le persone che hanno lavorato per questo risultato.

Suzanne Pleydell, Membro della Commissione Europea della Project AWARE Foundation, afferma: “Dobbiamo la maggior parte del nostro successo alle decine di migliaia di subacquei - di tutta Europa, ma anche di altre Nazioni – che hanno espresso la loro preoccupazione per gli squali; dimostrando i vantaggi economici di una più saggia amministrazione di questi animali, i subacquei hanno costretto i nuovi Stati Membro EU a dibattere della necessità di sostenere una politica del finning più restrittiva, che riflettesse i valori di tutta l’Unione Europea e non solo dei potenti della pesca degli squali.”       

Il regolamento entrerà in vigore sette giorni dopo la sua pubblicazione sull’”Official Journal of the European Union”.

Il passato ed il presente:

L’EU bandì il finning nel 2003, ma un regolamento associato includeva una clausola che permetteva ai pescatori di asportare le pinne agli squali direttamente a bordo, per poi scaricarle separatamente dai corpi: l’osservazione di detto regolamento veniva controllata attraverso un complesso sistema di calcoli ed il confronto del peso delle pinne con il peso di tutto lo squalo, lasciando così abbondantissimo spazio al finning non rilevabile.

Proibire la rimozione delle pinne degli squali in mare, richiedendo quindi di scaricarli con tutte le pinne al loro posto, è il sistema riconosciuto come il più affidabile per implementare il bando del finning: la strategia “tutte le pinne al loro posto” consente anche di ottenere dati nettamente più affidabili sullo sbarco di determinate specie, cosa che è essenziale per valutare la popolazione di squali e la gestione delle aziende ittiche.